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Nella pianura di Campaldino, vicino all’abitato di Poppi, l’11 giugno 1289 si è svolta una storica battaglia fra le truppe fiorentine guidate da Guglielmo di Durfort e quelle aretine guidate dal vescovo Guglielmino degli Ubertini. Allo scontro, arruolato nella cavalleria fiorentina, prese parte anche Dante Alighieri, che nel Canto Quinto del Purgatorio ci ha lasciato un sublime ricordo di questo evento con la narrazione della morte di Bonconte da Montefeltro. In memoria della battaglia, intorno agli anni 20 del secolo scorso, è stata realizzato in Campaldino un monumento, costituito da una colonna-stele con capitello poggiata su un basamento, tutto in travertino. La “colonna di Dante”, come viene comunemente chiamata dai Casentinesi, si trovava in uno stato di vistoso degrado: tutto il basamento e buona parte della colonna erano anneriti; alcuni gradoni del basamento presentavano un dissesto per cedimento del terreno sottostante; le scritte commemorative risultavano quasi totalmente illeggibili. Considerata l’importanza storica e turistica che il monumento può avere per il Casentino, dove esistono numerose tracce del soggiorno e dell’opera di Dante, il Rotary Club Casentino si è fatto promotore di un progetto di restauro, Nel corso dei lavori, rimuovendo il terreno attorno al monumento, è emerso un altro gradone realizzato con pietra locale, molto deteriorato: la Sovraintendenza ai Monumenti ha imposto il restauro anche di questa parte, per cui i lavori sono risultati più lunghi e onerosi del previsto. È stato comunque raggiunto l’obiettivo fissato: inaugurare l’avvenuto restauro in occasione dell’ anniversario della battaglia di Campaldino che, come detto, si combatté sabato 11 giugno, giorno di San Barnaba. L’inaugurazione è avvenuta alla presenza del Sindaco di Poppi e del Presidente della Comunità Montana del Casentino, ed ha avuto vasta eco nei media locali e regionali.